Nasce il “PropTech Mob”: l’alba di una community del proptech italiano verso l’evoluzione del settore immobiliare.

“Qualche tempo fa, riflettevo sull'ecosistema di startup e di aziende più o meno consolidate che ruotano attorno al proptech italiano. Come ci ricorda il PropTech Monitor 2019, esistono oltre 120 realtà che fanno capo al proptech. Mi sono chiesto quanto sarebbe risultato interessante creare uno spazio in cui condividere riflessioni e linee guida con alcune delle principali personalità legate al mondo del proptech italiano”, afferma Michele Schirru

Il PropTech rappresenta la naturale evoluzione del settore immobiliare, oggi ancora una nicchia, ma un domani la rappresentazione del presente. Il settore immobiliare ha un peso rilevante nell'economia degli Stati, rappresenta uno dei settori strategici e funzionali che ogni Paese ha a disposizione. Ma, nonostante la crucialità, nell’insieme dei suoi attori ed operatori, è sempre stato tardivo nell'adottare la tecnologia.

In Italia, le nuove tecnologie, l'innovazione, la digitalizzazione dei servizi, hanno camminato ad un passo definibile “da tartaruga”, soprattutto se prendiamo in considerazione altri Paesi europei ed extra-europei, come UK, USA, Australia, Singapore, etc. 

“Negli ultimi cinque anni, grazie alla crescente adozione della tecnologia da parte dei consumatori in svariati settori, come il retail, l’insurtech, il fintech, anche il proptech è finalmente entrato con merito nella lista delle principali tendenze del settore. Ci è voluto un po' per iniziare, ma si continua a guadagnare rapidamente terreno e visibilità. Ogni giorno, nei giornali e nelle principali testate online, si parla di una nuova proptech, di un nuovo round di finanziamento, di un nuovo servizio sviluppato dalla startup di turno. Il futuro è già qui, per chi lo sa apprezzare e vuole mettersi in gioco”, commenta Michele Schirru.

L’idea di Schirru è stata quella di coinvolgere altri operatori nel settore, specialmente chi si occupa di proptech, con l’obiettivo di lavorare insieme per fare leva l'uno con l'altro, crescere e far innalzare l'awareness nei confronti del proptech stesso.

Come racconta il blogger e podcaster, alla base della sua idea, fare rete in modo sano e creare una community, con l’aspettativa di informare, educare, divulgare, conquistare gli attori del settore “tradizionale”. Ma non solo, ovviamente si tratta di incrociare anche l’interesse di chi sta dall’altra parte. Parliamo dei potenziali clienti, qualcuno disposto a comprare quei servizi offerti dalle startup ed aziende proptech.

Aumentare la credibilità degli operatori nei confronti del consumatore ed offrire informazioni che servano all'utente, questo è il discorso che emerge. Per esempio, dare la possibilità di conoscere e valutare meglio quali decisioni prendere e come comportarsi nello scegliere e nell'interfacciarsi con un'agenzia immobiliare online.

"Mi piacerebbe vederlo come un primo passo verso la creazione di un evento, e/o altre forme di partecipazione, che veda i protagonisti del proptech impegnati ad educare, informare, costruire awareness. Ho fatto questo esperimento: ho chiesto a 10 figure legate al settore immobiliare e del mondo proptech di spiegare in poche parole che cosa rappresentasse per loro il proptech" conclude Michele Schirru.

L'iniziativa è stata inserita in un podcast, all’interno del canale PropTech Italia: “The PropTech Mob”, dove i partecipanti hanno appunto risposto alla domanda secca e precisa: "Cosa rappresenta per te il PropTech?".

In ordine sparso, gli interventi del PropTech Mob:

Daniel Debash, CEO & Founder di RockAgent

"Se ti devo rispondere alla domanda: "Cosa rappresenta per me il proptech?", in una parola ti vorrei dire: evoluzione. Evoluzione, sicuramente del modo in cui le persone entrano in relazione col mondo immobiliare, quindi a seconda dei vari punti di vista e angoli diversi del modo in cui si compra casa, nel modo in cui si vende casa, nel modo in cui si visita una casa. Ma si può anche arrivare alla gestione dei patrimoni immobiliari ed alla valutazione basata sugli algoritmi. Dal mio punto di vista di fondatore di RockAgent, un'agenzia immobiliare ibrida che vuole aiutare le persone a vendere casa in maniera più semplice più veloce. Sicuramente l'evoluzione nel modo in cui un privato affronta il processo di compravendita immobiliare. L'evoluzione sta in una valutazione basata su dati scientifici e non sull'esperienza di un essere umano. Sulla possibilità di avere una visita virtuale dell'immobile, la possibilità di avere la trasparenza tanto desiderata all'interno di questo settore attraverso delle aree dedicate al cliente che in tempo reale può sapere, può conoscere lo stato d'avanzamento lavori della trattativa, della compravendita immobiliare, e tanto, tanto altro. Per concludere, sicuramente in Italia siamo al capitolo 1 dell'evoluzione. C'è tanto, tanto da dire e da costruire. Però sicuramente la strada è quella buona. "

Ivan Laffranchi, CEO & Founder di Homstate

"Per me una proptech è una società del settore immobiliare che utilizza molta tecnologia. A differenza delle società tradizionali, che utilizzano dei processi analogici e prendono decisioni in funzione dell'esperienza, una società proptech ha completamente digitalizzato tutto il suo processo e prende decisioni in funzione dell'analisi di Big Data. Questo significa per il cliente maggiore trasparenza, delle migliori prestazioni del servizio ed un vantaggio economico."

Edoardo Ribichesu, CEO & co-Founder di Realisti.co

"Per me, significa offrire alle persone un modo nuovo, più efficiente e più trasparente, di approcciarsi al mercato immobiliare. Il mercato immobiliare è un settore ancora purtroppo ancorato a retaggi e processi molto molto antichi, si può dire che possono essere resi più efficienti, possono essere resi anche più trasparenti a beneficio dell'utenza finale, di chi in quegli immobili ci dovrà lavorare e passare la vita, scegliere di invecchiare, facendo delle scelte più consapevoli e soprattutto avendo un'esperienza meno faticosa quando si tratta di cambiare l'immobile in cui si vive."

Pietro Pellizzari, CEO & Founder di WikiCasa

"Proptech per me significa andare a dormire e pensare a come poter valorizzare le informazioni che quotidianamente raccogliamo con il nostro portale. Il nostro obiettivo, è quello di agevolare il processo di transazione grazie al web, allo stesso tempo aumentare le opportunità di business per i nostri clienti, ossia le agenzie immobiliari. Quando mi sveglio la mattina, mi confronto con il mio team per capire quali siano le esigenze di chi ricerca un immobile online, allo stesso tempo cerchiamo di capire come facilitare il lavoro dei professionisti. Il nostro core business rimane quello legato alla generazione di lead. Utilizziamo i Big Data raccolti internamente per fornire strumenti evoluti ai professionisti. Per quanto mi riguarda il proptech è una grande opportunità di crescita per il settore immobiliare. Un settore che, per definizione, è un settore tradizionale. Credo che i portali immobiliari, in quanto fulcro dell'incrocio tra domanda e offerta, siano in pole position per guidare questo processo di innovazione. I Big Data, ossia le informazioni, i dati, sono il petrolio del futuro, la rete è il canale di raccolta di questi dati ed allo stesso tempo il canale di distribuzione. Starà quindi ai professionisti trasformare questa ingente mole di dati in valore per la loro attività e per il mercato immobiliare intero."

Andrea Napoli, CEO & Founder di Locare

"Per me proptech significa agevolare la vita delle persone e rendere il loro quotidiano più semplice. Oggi abbiamo tutti pochissimo tempo a disposizione, siamo tutti presi da miliardi di cose da fare e la tecnologia ci può assolutamente rendere la vita più facile. Il proptech per me oggi dev'essere semplice, deve permettere al cliente, all'utilizzatore di trovare con pochi click quello che va cercando, di completare il funnel di vendita qualsiasi esso sia, di avere le informazioni a portata di mano che difficilmente riuscirebbe a ottenere nel mercato tradizionale che deve andare in questa direzione, deve essere semplice facile e deve ragionare con l'intuizione che ha un bambino. Ricordiamoci bene che, chi oggi utilizza il proptech, non sempre è nativo digitale e di conseguenza ha la necessità di avere processi facili. Perché se il processo è facile, uno non si stanca e lo utilizza, dall'altro lato dobbiamo far l'educazione per chi lo va a proporre. Manca una forma di educazione sul proporsi e posizionarsi sul mercato con la tecnologia."

Andrea Muffato, co-Founder di Agente Immobiliare Digitale

"Secondo me la parola proptech può essere definita con il termine evoluzione. Evoluzione tanto del settore quanto del rapporto di quest'ultimo verso i clienti. Evoluzione intesa come, da un lato la crescita dei servizi offerti da tutti gli operatori in termini di Customer Experience, dall'altro come crescita delle aspettative dei clienti che sono dettate oltre che dal progresso tecnologico, anche dalle nuove abitudini che il progresso ha creato, dove velocità, semplicità, efficienza, sono ormai lo standard minimo, che sia per ordinare una pizza, prenotare un volo, acquistare una maglietta, o perché no, anche comprare vendere casa. Per quanto riguarda per esempio l'intermediazione, stiamo assistendo ad un'evoluzione con la nascita di modelli di agenzia immobiliare digitale, o ibrida, ed anche i primi segnali di cambiamento nel modello organizzativo delle agenzie immobiliari cosiddette tradizionali, che tra l'altro, hanno la stessa visione di agente immobiliare digitale, cioè dove l'agenzia utilizza la tecnologia per accrescere la reputazione nella propria zona di riferimento e per migliorare il Customer journey. Che piaccia o no, la tecnologia come abbiamo visto ha già rivoluzionato interi settori e professioni. Siamo all'alba di un'evoluzione epocale del settore immobiliare che è stato per troppo tempo bloccato nel passato e mai come oggi sta correndo veramente veloce verso un nuovo futuro."

Federico Pagliuca, AD di Relabora & Founder di iRealtors

"Per me il proptech non è semplicemente il connubio di due parole, ma un insieme di ingredienti che, mischiati, possono portare valore nel settore immobiliare. E quali sono questi ingredienti? Io vi parlo dei tre principali che ho individuato. Il primo ingrediente è senz'altro il team che condivide una vision ed una mission comune, che con tanta determinazione e passione desidera risolvere e colmare un bisogno del settore. Una lacuna che da anni si presenta. Il secondo ingrediente è creare un processo nuovo, un processo inesplorato, magari tramite una tecnologia disruptive che possa offrire una customer experience nuova ed efficace. Ed il terzo è sicuramente avere tanta resilienza. Sì, perché creare una start up, creare una proptech, non è facile. Lungo il percorso le difficoltà e le insidie sono molte, e solo con tanta passione e determinazione, e soprattutto resilienza, si può avere successo, contribuendo così alla crescita del settore."

Francesco Patarchi, CEO & Founder di WeAgentz

"Dunque, che cos'è il proptech? Per me rappresenta un'opportunità, un'opportunità per noi operatori del settore immobiliare di apportare un valore ad un sistema che più di ogni altro, probabilmente, ha bisogno di aria fresca, di emergere da quelle sabbie mobili che un sistema istituzionale burocratico molto ingessato ha creato negli anni. È anche un'opportunità per lo stesso ecosistema immobiliare di evolvere insieme alle nuove tecnologie, quindi di rinnovarsi e di adeguarsi ai tempi moderni, adattandosi un po' a quelli che saranno i nuovi protagonisti del settore, sia nelle vesti di professionisti che nelle vesti di clienti, quindi è un rinnovamento, una spinta diciamo, verso il futuro dell'immobiliare, che sarà comunque il volto nuovo di cui l'immobiliare di certo non può più fare a meno."

Gerardo Paterna, Blogger e Consulente Immobiliare

"Che cos'è il proptech. Credo sia il punto di equilibrio tra tecnologia e mattoni, il proptech è un ambasciatore di sicurezza, efficienza, trasparenza, efficacia. Il proptech è anche responsabilità nei confronti del mercato delle persone, della comunità immobiliare degli operatori. Il proptech è semplificazione, sintesi, è opportunità. Il proptech non deve per forza fare rima con risparmio economico, ma di tempo si, e deve migliorare la qualità della vita, dalla domotica alle visite virtuali, dalle piattaforme di gestione dati alle app per cercare una casa o un mutuo, un traslocatore, una ristrutturazione ed un investimento in crowfunding. La tecnologia che mette in relazione persone e immobili è proptech. Anche digitalizzare alcuni processi della compravendita immobiliare è proptech. Più che di rivoluzione mi piace parlare di evoluzione, dove la ruota quadrata diventa rotonda, dove l'informazione è trasparente, dove la sicurezza è percepita dal cliente, dove le professionalità ed il valore relazionale guadagnano un nuovo spazio e rispetto."

Leonardo Grechi, Head of Development di Walliance

"Mah, diciamo che il risultato della digitalizzazione sul settore immobiliare ha determinato poi la nascita del fenomeno chiamato proptech, che poi, al di là di quella che può essere una definizione scolastica io sono convinto che, il proptech, sia comunque un termine che porta con sé molti altri significati rispetto a quello che si può pensare. Infatti, il settore immobiliare ha comunque conosciuto trasformazioni profonde nel tempo, sia per quanto riguarda le tecniche costruttive, ancora di più se uno va a guardare quelle che sono poi le modalità anche di fruizione degli immobili, quindi come uno vive la casa oggi. Da questo punto di vista, il settore immobiliare secondo me è sicuramente molto più connesso ed aperto alle innovazioni rispetto ad altri settori, lo è molto di più di quanto si possa pensare. La trasformazione poi avviene in maniera sempre più veloce. Poi, se pensiamo ad una declinazione specifica del proptech, che è quella nell'ambito della quale ci muoviamo noi di Walliance, che è quella del crowdfunding immobiliare, basti pensare che negli Stati Uniti, questa trasformazione che c'è stata ormai da quasi un decennio, sta avvenendo, ed è un mercato che oggi vale 7 miliardi di dollari ed oltre. Anche in Italia, è un fenomeno sicuramente più recente ma comunque sta prendendo sempre più piede. Poi, è chiaro che i volumi, nel momento in cui diventano importanti, con il passare del tempo non possono che determinare un cambiamento anche profondo nel modo di interpretare e vivere il mercato a cui si riferiscono. Se consideriamo poi l'importanza che il settore immobiliare comunque riveste nel contesto nostrano, nel contesto domestico italiano, io sono veramente convinto che il proptech possa rappresentare un innesco positivo per l'economia nazionale. Ti dico, non mi sorprenderebbe se da qua, venisse fuori qualche campione italiano che possa competere su scala globale. Poi, è chiaro che, però, per arrivare a questo, è richiesto un grande sforzo da parte di tutti intendo, proprio da parte di tutti gli attori della filiera. Poi, soprattutto in termini di adattamento alle varie novità che ci sono in modo da rimanere poi al passo con i tempi. Non facile ma ne vale sicuramente la pena."

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