A Verona arriva JustMary.fun, la startup della marijuana light (e sponsor dell’Hellas Verona)

Verona  - JustMary.fun, la più importante società italiana di delivery di cannabis legale, è da oggi attiva anche a Verona. L’azienda, fondata due anni fa da Matteo Moretti e attiva da tempo su Milano, Torino, Firenze, Roma, Monza e Catania, punta adesso su Verona, seguendo il percorso che porterà la società alla borsa di Vienna, con quotazione prevista ad inizio 2021. 

La società, che in città sarà attiva grazie ad un punto vendita ufficiale (la tabaccheria Cangrande, non lontano dallo stadio) permetterà così a tutti di ordinare, direttamente in città, marijuana light di alta qualità. Com’è noto, JustMary è inoltre fonte di dibattito nel consiglio comunale cittadino, anche alla luce della delibera che, nei giorni scorsi, ha invitato il sindaco Sboarina a chiedere ufficialmente la sospensione del contratto di sponsorizzazione fra JustMary e l’Hellas Verona.

Tutti i prodotti che commercializziamo sono al 100% legali, visto che utilizziamo una varietà di canapa con un livello di THC inferiore al limite imposto per legge. Il consiglio comunale dovrebbe inoltre tenere in considerazione che molti degli sponsor dell’Hellas Verona, visti allo stadio, vendono vino, birra  e altri tipi di bevande alcoliche. Non ci è chiaro perchè sull’alcol non una parola e per la marijuana light tanto rumore” ci dice Matteo Moretti, CEO di JustMary.

D’altra parte, siamo contentissimi di mettere il primo piede in città, finalmente i Veronesi avranno la possibilità di supportarci. Speriamo di continuare a crescere insiemeconclude Moretti. Grazie ad una crescita annuale superiore al 600%, l'obiettivo per JustMary è fatturare 2 milioni di euro nel corso del 2020, anche alla luce dei risultati del primo semestre dell’anno, quando la società ha fatturato più di un milione di euro. 

Maggiori informazioni su JustMary.fun
JustMary.fun è un'azienda con sede a Milano che offre prodotti a base di marijuana light. Negli ultimi mesi la società ha triplicato i numeri del personale, passando da 10 a 32 collaboratori, oltre che alzato lo stipendio a dipendenti e collaboratori, garantendo loro diritti che altre realtà continuano a negare.

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